Marketing · Marketing stagionale · · 3 min di lettura
Calendario dell'Avvento: dai 24 biscotti di Gerhard Lang a Lego e Liberty London
Il calendario dell'Avvento è nato da un bambino che non riusciva ad aspettare il Natale. Oggi è uno degli strumenti di marketing stagionale più potenti al mondo. Ma come ci siamo arrivati?
Dietro quelle 24 caselline c'è molto più di quanto immagini. C'è una tradizione di famiglia, c'è un'intuizione commerciale e c'è un'idea che, secondo noi, può tornare utile anche a chi non ha il budget di una multinazionale.
Prima dei biscotti c'erano candele e gesso
Siamo nella Germania dell'Ottocento. Le famiglie contano i giorni che mancano a Natale con le candele e con segni di gesso sul muro. Un modo per dare una forma all'attesa.
Poi arriva Gerhard Lang, un bambino così impaziente che sua madre gli prepara un cartoncino con 24 biscotti, uno al giorno. Un gesto piccolo, quasi banale. Eppure contiene già tutto il meccanismo che vediamo ancora oggi: un'attesa lunga, spezzata in tante piccole ricompense.
Da adulto, Lang trasforma quel ricordo in un calendario commerciale, a cui seguiranno le famose finestrelle. La guerra interrompe la produzione, finché Richard Sellmer rilancia la tradizione e la fa conoscere anche in America. Ed è qui che i brand fiutano l'opportunità.
Cioccolato, mattoncini e un calendario ogni due minuti
Prima arriva il cioccolato. Poi Lego, con i suoi mattoncini. Infine il beauty, dove nel 2014 Liberty London arriva a vendere un calendario ogni due minuti.
Oggi lo fanno praticamente tutti. E se ci pensi, è il dettaglio più interessante di questa storia: cambia quello che c'è dietro la casella, ma la formula resta la stessa. Biscotti o prodotti beauty, il principio è ancora quello del cartoncino preparato da una madre per il figlio impaziente.
Ventiquattro giorni nella tua quotidianità
Perché funziona così bene? Il primo motivo è il tempo. Una pubblicità la vedi e la dimentichi. Un calendario, invece, per 24 giorni entra nella tua quotidianità, e a ogni casella il brand torna a farsi trovare.
Poi c'è la scoperta. Ogni casella ti fa scoprire qualcosa di nuovo, e il valore percepito sale. A nostro avviso è anche un modo elegante di far conoscere un intero catalogo senza dare l'impressione di venderlo.
Ci sono anche i social, perché ogni casella si trasforma in un unboxing. Non un contenuto solo: uno al giorno, per quasi un mese. E con edizioni limitate e sold out, il calendario anticipa gli acquisti natalizi già a fine estate. In pratica, il Natale di un brand può iniziare quando sei ancora con la testa alle vacanze.
Le tue 24 caselline, anche senza fabbrica
Non serve produrre un cofanetto di lusso per usare questa logica. Ecco qualche idea, da adattare alla tua attività:
- 01Un ristorante o una pasticceria di Milano può proporre una sorpresa diversa per ogni giorno di dicembre, da scoprire solo passando in negozio.
- 02Chi ha un e-commerce può nascondere dietro ogni casella un prodotto poco conosciuto del catalogo, invece di fare il solito sconto uguale per tutti.
- 03Un'azienda di servizi può aprire una casella al giorno con un consiglio pratico, e costruirci sopra 24 contenuti già pronti.
- 04Se fai un'edizione limitata, comunicalo presto: il calendario insegna che la corsa al Natale può partire molto prima di dicembre.
L'ultima cosa, forse la più utile: un calendario è già un piano editoriale. Ha un inizio, una fine e un motivo per tornare ogni giorno. Per chi sta ragionando su delle campagne social a Milano in vista delle feste, è una struttura semplice da cui partire.
Da 24 biscotti a un business globale, senza mai cambiare la promessa. Domani c'è un'altra casella da aprire, e nessuno ha davvero voglia di aspettare.



