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Brand activation · Experiential marketing · · 3 min di lettura

QuikTrip e la Home Bun Race: l'hot dog gigante allo stadio dei Kansas City Royals

30.000 persone, un hot dog gigante e solo 40 secondi per vincere. Detta così sembra una gag da intervallo. Invece è una delle attivazioni da stadio più intelligenti viste di recente.

Il brand è QuikTrip, il gioco si chiama Home Bun Race e il palcoscenico sono le partite dei Kansas City Royals. Il meccanismo si spiega in una riga: una salsiccia gonfiabile enorme viene passata di mano in mano tra gli spettatori e deve finire dentro il suo panino gigante entro 40 secondi. Se il pubblico ce la fa, tutto lo stadio vince un hot dog gratis.

Trentamila sconosciuti, una sola squadra

La prima cosa che colpisce è quanto sia semplice. Non c'è niente da spiegare e non serve nessuna abilità particolare. Basta allungare le braccia e spingere la salsiccia verso il vicino.

Funziona proprio perché è così semplice. Nessuno resta a guardare, perché se la salsiccia arriva dalle tue parti e tu non la passi, fai perdere l'hot dog a tutti. Per quaranta secondi lo stadio smette di essere un pubblico e diventa una squadra. Come dice la caption del reel, quando in palio c'è un hot dog gratis, improvvisamente 30.000 persone diventano una squadra sola.

E poi c'è il timer. Quaranta secondi sono pochi, quanto basta per creare tensione ma non abbastanza per annoiare. È lo stesso ritmo di un buon contenuto social: breve, con una posta in gioco chiara e un finale che vuoi vedere.

Il premio si ritira in negozio, passando dall'app

Fin qui sarebbe una bella trovata di intrattenimento. La parte davvero interessante però arriva dopo. Per ottenere l'hot dog bisogna passare dall'app di QuikTrip e riscattarlo nei suoi punti vendita.

Pensaci un attimo. Con un solo gioco il brand crea engagement allo stadio, genera download dell'app e porta le persone fisicamente in negozio. Tre obiettivi che di solito richiedono tre campagne diverse, qui stanno dentro un'unica salsiccia gonfiabile. Il reel lo riassume così: da spettatori a partecipanti, da partecipanti a clienti.

Secondo me il colpo da maestro è proprio questo. L'hot dog gratis non è il punto d'arrivo, è un pretesto. Il vero premio, per QuikTrip, è quel cliente che apre l'app e varca la porta del negozio. E magari, già che c'è, prende anche qualcos'altro.

Serve davvero uno stadio?

No, e qui sta la lezione più utile. Non tutti hanno 30.000 persone sedute davanti. Il principio però funziona anche in piccolo: un gioco collettivo, un premio facile da desiderare e un passaggio obbligato che porta le persone dove vuoi tu.

Pensa a un locale di Milano durante una partita in TV, a una palestra durante un evento o a uno stand in fiera. La sfida può essere semplicissima, l'importante è che si vinca insieme e che il premio si ritiri in un posto preciso: in negozio, sul sito, con una prenotazione. È questo che dovresti aspettarti da un'agenzia di marketing a Milano: non solo l'idea che fa sorridere, ma anche il percorso che c'è dopo.

L'errore più comune, a mio parere, è fermarsi al momento "wow". L'attivazione funziona, la gente ride, qualcuno filma, e poi finisce tutto lì. Nel caso di QuikTrip, invece, il gioco è legato fin dall'inizio a quello che succede dopo: l'app e il negozio.

Una salsiccia gonfiabile pensata per portare gente in negozio. Un'idea semplice, ma con un piano preciso alle spalle.